IMU: nuovo concetto di abitazione principale

IMU: nuovo concetto di abitazione principale

Non è sufficiente la residenza, ma è necessaria anche l’effettiva dimora

Nuova definizione di abitazione principale - L’introduzione dell’IMU ha portato come ormai noto la reintroduzione della tassazione sull’abitazione principale che nel 2008 era stata sottratta dall’ICI. Ai fini dell’applicazione dell’IMU, vi è una diversa concezione di abitazione principale per la quale, in particolare, s’intende l’immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente. Tale definizione, presenta delle novità rispetto al concetto di abitazione principale valido per l’abolita ICI. La norma parla di immobile iscritto o iscrivibile in catasto come unica unità, di conseguenza l’IMU è dovuta a prescindere dall’accatastamento. Ciò che interessa è che l’unità immobiliare sia accatastabile, quindi in sostanza che sia ultimata e abitabile.

Caratteristiche - L’unità immobiliare considerabile come abitazione principale deve essere in linea di principio un’unità unica sotto il profilo catastale, con la conseguenza che non può essere considerata abitazione principale una pluralità di unità immobiliari. Tuttavia, si potrebbero considerare come un’unità unica, come tale iscrivibile in catasto, la somma di più unità immobiliari che potrebbero essere fuse in una sola unità al ricorrere di condizioni oggettive (possibilità di unione) e soggettive (identità dei titolari).

Necessari altri requisiti – Perché un immobile sia configurato come abitazione principale, quanto sopra enunciato non è sufficiente, in particolare, è necessario che il suo possessore vi dimori abitualmente e vi risieda anche anagraficamente. Dunque, a differenza del passato, ora è necessaria l’iscrizione all’anagrafe della popolazione residente e occorre che il contribuente dimori nella casa.

Novità per le pertinenze – L’IMU sulla prima casa (con le relative agevolazioni), si estende anche alle pertinenze, ma anche su questo fronte l’introduzione della nuova imposta ha prodotto delle novità, in riferimento alla classificazione delle pertinenze per l’abitazione principale. Secondo la nuova disposizione, si considerano pertinenze solo quelle classificate nelle categorie catastali C/2 C/6 e C/7. Le stesse sono considerate nella misura massima di una unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo. In definitiva, con l’IMU, le pertinenze non sono più in numero illimitato, ma sono al massimo tre, una cantina C/2, una autorimessa C/6 e un posto auto C/7. È considerata, ai predetti fini, sia la pertinenza che risulti autonomamente accatastata, sia quella che non abbia un autonomo classamento catastale, in quanto compresa nell’unità immobiliare a cui è posta al servizio. Quindi, per un appartamento che ha come pertinenze una cantina e un solaio sia autonomamente accatastate, sia che la loro rendita sia inglobata in quella dell’appartamento stesso, l’IMU potrà essere applicata con le modalità agevolate solo per una di esse.

Abitazione principale e prima casa - Il concetto di abitazione principale ai fini IMU è diverso da quello di prima casa che viene considerato al momento dell’acquisto di un’abitazione con abbattimento dell’IVA al 4%, oppure per l’imposta di registro al 3%. Se viene fatto un acquisto per una abitazione con le agevolazioni della prima casa, non è detto che questa diventi abitazione principale del contribuente (ad esempio, perché non vi abita), quindi non beneficerà delle aliquote ridotte ai fini IMU; al contrario un’abitazione acquistata con la tassazione ordinaria, può benissimo diventare abitazione principale e trovare l’applicazione agevolata dell’IMU.
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