E-fattura emessa verso soggetti privi di partita IVA

E-fattura emessa verso soggetti privi di partita IVA

Senza adesione nessun dato presente nel Cassetto Fiscale

 
La fattura elettronica, vista nell’ottica di un soggetto non titolare di partita IVA, ovvero un “privato”, ma anche un condominio o un ente privo di partita IVA, resterà cartacea.

Il documento, quindi, dovrà essere formato nel rispetto del tracciato XML e trasmesso al Sistema di Interscambio, secondo le direttive di cui al Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018, ma sarà sempre necessario consegnare una copia analogica (ovvero su carta, o invio di un pdf, ecc.) al soggetto “consumer”. Tale copia, come definitivamente chiarito dall’Agenzia delle Entrate con le FAQ pubblicate in data 28 novembre 2018, avrà pieno valore legale. Quanto sopra trova ulteriore rafforzamento nelle nuove disposizioni relative alla messa a disposizione del soggetto “consumer” delle fatture in formato XML nel Cassetto Fiscale, alla luce del recente Provvedimento 524526/2018 del 21 dicembre 2018, emesso per rettificare l’iniziale impianto previsto per funzionamento del meccanismo di fatturazione elettronica a fronte dei rilievi mossi dal Garante della Privacy con Provvedimento 15 novembre 2018 e con il successivo Provvedimento del 20 dicembre 2018.

A mettere un punto definitivo alla questione è stato l’articolo 1 comma 354 della Legge di Bilancio (Legge 30 dicembre 2018, n. 145 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 - Supplemento ordinario n. 62/L alla Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2018), che è intervenuto a modificare l’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, al quarto periodo, che nella sua formulazione aggiornata recita: “Le fatture elettroniche emesse nei confronti dei consumatori finali sono rese disponibili su richiesta a questi ultimi dai servizi telematici dell'Agenzia delle entrate; una copia della fattura elettronica ovvero in formato analogico sarà messa a disposizione direttamente da chi emette la fattura”.

Emissione di fattura verso un soggetto “consumer”
All’atto dell’emissione di una fattura verso un soggetto privo di partita IVA, il soggetto emittente, laddove rientri nei soggetti obbligati alla e-fattura, dovrà:
  • indicare nel campo Codice Destinatario il codice convenzionale 0000000 (oppure il canale informatico indicato dalla controparte, come potrebbe accadere nel caso di condomini che si siano dotati di piattaforme software per la ricezione delle fatture elettroniche);
  • lasciare il campo PEC in bianco, a meno che il soggetto “consumer” non ne sia dotato e non la comunichi ai fini della ricezione della fattura in formato elettronico;
  • rilasciare una copia cartacea / analogica della fattura emessa, a meno che il soggetto destinatario non vi rinunci (come potrebbe accadere nel caso in cui abbia prescelto la strada digitale comunicando una PEC per la ricezione).

Validità della copia analogica rilasciata
Per quanto riguarda la piena validità ai fini di legge della copia analogica rilasciata al soggetto consumer da parte del soggetto emittente la fattura elettronica, è bene mettere un punto alla questione, poiché l’Agenzia ha, nel corso del tempo, fornito indicazioni discordanti.
Infatti, in un primo momento, secondo quanto emerso nel corso di un incontro con la stampa specializzata, l’Agenzia si era pronunciata indicando la copia analogica quale mera “copia di cortesia”, dichiarando che comunque l’unico documento avente valenza fiscale era quello (in formato XML) che sarebbe stato recapitato nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, in una apposita sezione del Cassetto Fiscale.

Sul punto, successivamente, si è assistito ad un vero e proprio dietrofront. Attualmente quindi, a regime, è stato confermato che la copia analogica di una fattura elettronica rilasciata ad un soggetto “consumer” ha piena validità di legge. Ciò significa, pertanto, che ha pieno valore ai fini fiscali: si pensi, ad esempio, alla fattura ottenuta per lavori di ristrutturazione a fronte dei quali si voglia avvalersi delle detrazioni di legge.

Si badi bene, tuttavia, che questa disposizione si riferisce esclusivamente alle fatture emesse verso soggetti non titolari di partita IVA. Nei rapporti B2B, invece, a valere sarà sempre e solo la fattura elettronica. A tal fine, per quanto non obbligatorio, potrebbe essere consigliabile all’atto del rilascio di una “copia di cortesia” di una fattura elettronica tra soggetti business (ovvero titolari entrambi di partita IVA) apporre una locuzione che evidenzi come in tal caso la copia non ha valore fiscale e giuridico, quale, ad esempio “Copia di cortesia” di fattura elettronica, priva di valore ai fini fiscali e giuridici ai sensi dell’articolo 21 del D.P.R. 633/72).

Nessun dato nel cassetto fiscale senza espressa richiesta
Da ultimo a completare il quadro occorre dare menzione delle novità introdotte con il recente Provvedimento del Direttore Agenzia delle Entrate n. 524526/2018 del 21 dicembre 2018.
Secondo l’impianto originario del Sistema di Interscambio, e fermo restando il successivo chiarimento intervenuto in merito alla piena validità della copia cartacea della fattura per i soggetti “consumer”, i medesimi avrebbero comunque trovato nella propria area riservata i files XML relativi alle fatture emesse nei loro confronti.
I dati delle fatture, integrali, infatti avrebbero dovuto essere conservati nella loro interezza da parte dell’Agenzia sino al secondo anno successivo a quello di emissione della fattura, e messi a disposizione dei contribuenti destinatari nelle loro aree riservate ai fini dell’eventuale consultazione o download.

Così facendo, tuttavia, come rilevato dal Garante della privacy, l’Agenzia sarebbe rimasta nella disponibilità di un’enorme mole di dati, esuberante la finalità del trattamento, ovvero la lotta all’evasione.
Per tale ragione, a seguito degli incontri intercorsi nei mesi di novembre e dicembre 2018 tra AdE e Garante, il sistema è stato rivisto e corretto, come specificato nel Provvedimento 524526/2018.
Vi sarà un primo periodo transitorio, nel corso del quale i dati integrali saranno conservati dall’Agenzia al fine di adeguare i sistemi informatici. A partire dal 3 maggio 2019 ogni contribuente, compresi i soggetti “consumer”, dovranno (se lo desiderano) sottoscrivere un apposito contratto di servizio con Agenzia, tramite il quale richiederanno espressamente la messa a disposizione delle fatture nella loro area riservata in forma integrale. In caso di mancata espressione di tale volontà, il privato cittadino, così come il condominio ecc., non troverà nel proprio cassetto fiscale alcun dato relativo alle fatture elettroniche ricevute, rendendo ancora più rilevante e fondamentale la copia cartacea, che resterà quale unico giustificativo disponibile.
Tutte le news