Le nuove regole di utilizzo in compensazione delle perdite di impresa

Le nuove regole di utilizzo in compensazione delle perdite di impresa

 

La Legge di Bilancio 2019 ha modificato completamente i criteri di utilizzo delle perdite di impresa da parte dei soggetti passivi Irpef. Le novità riguardano sia le imprese in contabilità semplificata, che determinano il reddito ai sensi dell’art. 66 del TUIR, ma anche le imprese in contabilità ordinaria. La novella è retroattiva trovando applicazione già dalla prossima dichiarazione dei redditi 2019, relativa al periodo di imposta 2018. Sono interessate dalla nuova misura anche le società di persone. 

Gli esercenti arti e professioni
Gli esercenti arti e professioni sono l’unica categoria di contribuenti a non essere interessata dalla novità. L’unica possibilità di compensazione è di tipo orizzontale con redditi riconducibili ad altre categorie. La compensazione potrà essere integrale, ma l’eventuale eccedenza della perdita non sarà utilizzabile con i risultati positivi relativi a successivi periodi di imposta. 

Ad esempio, si consideri un professionista che ha realizzato nel periodo di imposta 2018 una perdita di 12.000 euro originata dall’attività professionale esercitata. Se nel medesimo periodo d’imposta il professionista deve dichiarare un reddito assimilato al lavoro dipendente pari a 8.000 euro, il contribuente potrà “azzerare” completamente il reddito con una compensazione di pari importo. La perdita eccedente rispetto alla compensazione effettuata, pari a 4.000 euro, non potrà essere più utilizzata con il reddito complessivo relativo al successivo periodo d’imposta 2019. 

L’allineamento con la disciplina dei soggetti IRES
Il legislatore ha di fatto realizzato un perfetto allineamento della disciplina delle imprese soggette ad Irpef, con la disciplina del riporto a nuovo delle perdite dei contribuenti soggetti ad IRES. Per tale ragione, con la novella, viene rimosso il limite temporale del riporto a nuovo delle perdite che potranno essere riportate in avanti, ed utilizzate in compensazione, anche oltre cinque anni e senza alcun limite di tempo.

Il legislatore non ha previsto una disciplina transitoria al fine di individuare le perdite “vecchie” che potranno essere portate in avanti senza limiti di tempo. Il riferimento potrà essere ragionevolmente rappresentato dalla Circolare dell’Agenzia delle entrate n. 53 del 2011. Secondo il predetto documento di prassi entrano nel “meccanismo” del riporto illimitato le perdite non prescritte nell’anno di prima applicazione della novità normativa (anno 2018). 

A tal proposito deve essere osservato come l’art. 1, comma 24 della legge n. 145/2018 preveda, in deroga allo “Statuto del contribuente” l’applicazione retroattiva della novella. In particolare, si dispone che “In deroga all’articolo 3, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, le disposizioni di cui al comma 23 del presente articolo si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017”. Per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, la prima applicazione riguarderà il periodo d’imposta 2018. 

Conseguentemente sono utilizzabili senza limiti di tempo le perdite riferibili al periodo di imposta 2013 che avrebbero potuto essere utilizzate in compensazione con gli eventuali redditi relativi al periodo di imposta 2018. Quest’anno sarebbe stato, ove non fosse entrata in vigore retroattivamente la novella, l’ultimo anno di utilizzo delle perdite. Invece, in caso di mancata compensazione, le perdite riferibili al predetto periodo di imposta 2013 potranno essere utilizzate in avanti senza alcun limite temporale. 

Il limite quantitativo all’utilizzo
Un’ulteriore novità riguarda l’introduzione del medesimo limite quantitativo previsto per i soggetti passivi ai fini IRES. La compensazione potrà essere effettuata entro il limite massimo dell’80 per cento dell’imponibile. La perdita eccedente non utilizzata in compensazione potrà essere riportata in avanti senza limite di tempo. 

Ad esempio, se la perdita riportata a nuovo ammonta a 20.000 euro, ed il reddito al lordo della compensazione è pari a 8.000 euro, la compensazione potrà essere effettuata non oltre l’importo di 6.400 euro (80% dell’imponibile di 8.000 euro). La perdita eccedente, non utilizzata, pari a 13.600, sarà riportata a nuovo. 

Questa limitazione riguarderà immediatamente, sin dalla prossima compensazione relativa al periodo d’imposta 2018, gli imprenditori individuali e le società di persone in contabilità ordinaria. Invece per le imprese in contabilità semplificata è prevista una specifica disciplina transitoria. A regime, anche i contribuenti che determinano il reddito secondo i criteri di cui all’art. 66 del TUIR potranno effettuare la compensazione entro il limite massimo dell’80 per cento dell’imponibile. 

La disciplina transitoria e progressiva per i contribuenti in contabilità semplificata 
I contribuenti in contabilità semplificata potranno iniziare ad effettuare la compensazione verticale, senza limiti di tempo, dalla prossima dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2018. Tuttavia, inizialmente il legislatore ha previsto l’applicazione di un limite inferiore all’80 per cento. Tale misura si applicherà solo con decorrenza dal periodo di imposta 2021. In buona sostanza dal reddito conseguito nel periodo di imposta 2021, potranno essere considerate in diminuzione le perdite pregresse fino al limite massimo dell’80 per cento. La disposizione in commento prevede la possibilità di scomputo delle perdite in diminuzione dei redditi: 
  • nei periodi di imposta 2018 e 2019 in misura non superiore al 40 per cento dei redditi dichiarati;
  • nel periodo di imposta 2020 in misura non superiore al 60 per cento dei redditi di impresa dichiarati;
  • nel periodo di imposta 2021 e nei successivi, a regime, in misura non superiore all’80 per cento dei redditi dichiarati.

Il recupero delle perdite non compensate
La disposizione prevede anche la possibilità di “recuperare” le perdite maturate nel periodo d’imposta 2017, cioè nel primo anno di applicazione del regime di cassa, e non utilizzate a causa del “divieto” normativo secondo le disposizioni allora in vigore. Anche in questo caso la possibilità di utilizzo è graduale. In particolare, le predette perdite sono computate in diminuzione dei redditi conseguiti: 
  • nei periodi di imposta 2018 e 2019 in misura non superiore al 40 per cento dei medesimi redditi dichiarati;
  • nel periodo d’imposta 2020 in misura non superiore al 60 per cento dei redditi di impresa dichiarati.
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