Crisi d段mpresa: transazione fiscale e accordi su crediti contributivi

Crisi d’impresa: transazione fiscale e accordi su crediti contributivi

Il Decreto Legislativo che introduce il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, approvato in esame definitivo dal Consiglio dei Ministri n. 37 del 10 gennaio 2019 (in attuazione della Legge 19 ottobre 2017, n. 155), ha l’obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali. 
In tale Decreto, all’articolo 63, è disciplinata la transazione fiscale negli accordi di ristrutturazione.
In pratica, il citato articolo, costituisce la riproposizione dei commi 5 e 6 del vecchio articolo 182-ter della Legge Fallimentare (Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267), che conteneva la disciplina del trattamento dei crediti tributari e contributivi nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione, disciplina che ora è divisa in due articoli. 

Transazione fiscale e accordi su crediti contributivi - L’articolo 63, al comma 1, prevede che, nell'ambito delle trattative che precedono la stipulazione degli accordi di ristrutturazione (di cui agli articoli 57, 60 e 61), il debitore può proporre una transazione fiscale. In tali casi, l'attestazione del professionista indipendente in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera o), relativamente ai crediti fiscali e previdenziali, «deve inerire anche alla convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione giudiziale; tale circostanza costituisce oggetto di specifica valutazione da parte del tribunale»
Viene, inoltre, specificato, al successivo comma 2, che alla proposta di transazione deve essere allegata la dichiarazione sostitutiva, resa dal debitore o dal suo legale rappresentante (ai sensi dell'articolo 47 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al D.P.R. n. 445/2000), che la documentazione, di cui al periodo precedente, rappresenta fedelmente e integralmente la situazione dell'impresa, con particolare riguardo alle poste attive del patrimonio. 
L'adesione alla proposta è espressa, su parere conforme della competente direzione regionale, con la sottoscrizione dell'atto negoziale da parte del direttore dell'ufficio. 

Per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’adesione alla proposta, è espressa dalla competente direzione interregionale, regionale e interprovinciale con la sottoscrizione dell’atto negoziale. 
L'atto è sottoscritto anche dall'Agente della Riscossione in ordine al trattamento degli oneri di riscossione di cui all'articolo 17 del D. Lgs. n. 112/1999. L'assenso così espresso, equivale a sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione. 
Infine, il comma 2, precisa che, ai fini dell’articolo 48, comma 5, l’eventuale adesione deve intervenire entro sessanta giorni dal deposito della proposta di transazione fiscale
La transazione fiscale, conclusa nell'ambito degli accordi di ristrutturazione, è risolta di diritto se il debitore non esegue integralmente, entro novanta giorni dalle scadenze previste, i pagamenti dovuti alle agenzie fiscali e agli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie. 

Le novità introdotte in questo articolo sono rappresentate – come viene anche specificato nella relazione illustrativa al decreto - dalla valutazione di convenienza oggetto dell’attestazione e del giudizio del tribunale che non è più riferita genericamente alle alternative concretamente praticabili, ma specificamente alla liquidazione giudiziale, nonché dalla previsione di un termine di sessanta giorni entro il quale le amministrazioni devono esprimere la propria adesione. 

Omologazione del concordato preventivo – L’articolo 48 del Codice della crisi d’impresa citato in precedenza, dispone, al comma 1, che «se il concordato è stato approvato dai creditori, il tribunale fissa l’udienza in camera di consiglio per la comparizione delle parti e del commissario giudiziale, disponendo che il provvedimento sia iscritto presso l’ufficio del registro delle imprese dove l’imprenditore ha la sede legale e, se questa differisce dalla sede effettiva, anche presso l’ufficio del luogo in cui la procedura è stata aperta nonché notificato, a cura del debitore, al commissario giudiziale e agli eventuali creditori dissenzienti»
In concreto, tale articolo, stabilisce l’iter procedurale effettivo, con tanto di verifica del tribunale, in merito all'esito della votazione, dell’ammissibilità giuridica della proposta e della fattibilità economica del piano. 

Quando è depositata una domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione, i creditori e ogni altro interessato, possono proporre opposizione entro trenta giorni dall’iscrizione degli accordi nel registro delle imprese. Il termine è sospeso nel periodo feriale. Il tribunale, decise le opposizioni in camera di consiglio, provvede all'omologazione con sentenza. 

Il comma 5 di detto articolo, richiamato precedentemente, prevede che «il tribunale omologa gli accordi di ristrutturazione anche in mancanza di adesione da parte dell’Amministrazione finanziaria quando l’adesione è decisiva ai fini del raggiungimento delle percentuali di cui all’articolo 57, comma 1, e 60 comma 1, e quando, anche sulla base delle risultanze della relazione del professionista indipendente, la proposta di soddisfacimento della predetta amministrazione è conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria»
Qualora il tribunale non omologhi il concordato preventivo o gli accordi di ristrutturazione, dichiara con sentenza, su ricorso di uno dei soggetti legittimati, l’apertura della liquidazione giudiziale. 

In sostanza, l’omologazione del concordato e dell’accordo di ristrutturazione, è diversamente strutturata a seconda che vi siano o meno opposizioni. 
È prevista, infatti, solo per la proposizione di eventuali opposizioni all’omologazione degli accordi di ristrutturazione, la sospensione nel periodo feriale del termine per il deposito delle opposizioni.
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