I termini per il deposito del bilancio

I termini per il deposito del bilancio

Anche per quest’anno si sta avvicinando il termine per l’approvazione dei bilanci di esercizio. E così come richiede attenzione la redazione del fascicolo di bilancio, è necessario avere un occhio di riguardo anche per l’ultimo degli adempimenti, ossia il deposito del fascicolo stesso. 
Dopo aver approvato il bilancio di esercizio, le società di capitali devono provvedere entro 30 giorni al deposito presso il Registro delle Imprese, esclusivamente in formato XBRL. 
Questo formato, la cui tassonomia viene costantemente aggiornata per tener conto degli emendamenti ai Principi Contabili riguarda gli schemi di Stato Patrimoniale, Conto Economico, la Nota Integrativa ed il Rendiconto Finanziario; gli altri allegati devono essere depositati in formato PDF/A. 

I termini del deposito
Per le società con esercizio solare, relativamente al bilancio al 31/12/2018, l’approvazione è prevista entro il: 
  • 30/04/2019, oppure
  • 29/06/2019 in presenza di particolari esigenze connesse con la struttura o l’oggetto della società, sempre che lo Statuto contenga questa previsione (ai sensi degli artt. 2364 e 2478 del codice civile).

Nel conteggiare i 30 giorni entro i quali occorre procedere al deposito presso il Registro delle Imprese, è necessario tener presente che: 
  • i giorni festivi vanno conteggiati nel computo;
  • i 30 giorni vanno calcolati a partire dal giorno successivo all’approvazione;
  • se il termine cade di sabato o giorno festivo, la presentazione è considerata tempestiva se effettuata il primo giorno lavorativo successivo;
  • se il bilancio è approvato in seconda convocazione, i 30 giorni per il deposito vanno individuati a decorrere dalla data in cui la stessa è intervenuta.

Il differimento a 180 giorni
Ma quali sono le particolari esigenze che giustificano lo slittamento ai 180 giorni? 
Sono quelle citate dall’art. 2364 del codice civile, ossia: 
  • società tenute alla redazione del bilancio consolidato;
  • presenza di particolari esigenze connesse con la struttura e l’oggetto della società;

È inoltre possibile lo slittamento per cause di forza maggiore, furti, incendi, alluvioni, decesso o grave malattia dell'amministratore unico nei giorni in cui doveva essere redatto il progetto di bilancio. 

In presenza di una delle due situazioni sopra elencate, gli amministratori devono illustrare le ragioni della dilazione all’interno della relazione sulla gestione che accompagna il bilancio, o all'interno della Nota integrativa se il bilancio è redatto in forma abbreviata. 

E se, nella prima ipotesi, è pacifico poterne dimostrare la sussistenza, ben più complesso è dimostrarlo nel secondo caso: troppo spesso, infatti, analizzando gli allegati al bilancio, si leggono giustificazioni generiche e senza alcuna dimostrazione; tale comportamento non può trasformarsi in un atteggiamento consuetudinario, ma deve essere sempre accompagnato da una valida giustificazione. 

Si elencano di seguito alcune delle particolari esigenze ormai largamente riconosciute: 
  • variazione del sistema informatico (solitamente effettuato a partire dall'inizio d'anno);
  • mutamento dei criteri di rilevazione delle operazioni (recepimento degli IAS);
  • dimissioni del responsabile amministrativo;
  • società le quali, ancorché non siano tenute alla redazione del bilancio consolidato, si trovano nella necessità di esaminare i bilanci delle società partecipate al fine della corretta valutazione delle partecipazioni iscritte in bilancio, comprese quelle che già hanno iscritto, tra le immobilizzazioni finanziarie, partecipazioni valutate con il criterio del patrimonio netto
  • società che hanno partecipato ad operazioni straordinarie e di ristrutturazione aziendale, come fusioni, scissioni e trasformazioni;

Recentemente (21 febbraio 2019) è inoltre stato pubblicato un parere dell’ODCEC, secondo il quale costituiscono valide ragioni per il differimento dei termini: la rivalutazione dei beni di impresa, per le cui perizie e tempistiche potrebbe essere necessario impiegare la struttura amministrativa nei primi mesi dell’anno, e l’obbligo di indicare in Nota Integrativa il ricevimento di sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e vantaggi economici di qualunque genere dalle amministrazioni pubbliche e dai soggetti equiparati, qualora sia superiore ad Euro 10.000. Quest'ultima ipotesi, secondo il Consigliere Raffaelle Marcello, “sta generando non poche apprensioni, giustificate dal fatto che il mancato assolvimento dell’obbligo comporta una sanzione restitutoria”.
Tutte le news