Iscrizione ipotecaria con contraddittorio preventivo

Iscrizione ipotecaria con contraddittorio preventivo

Viziato il provvedimento non preceduto da termine per presentare osservazioni o provvedere al pagamento

In tema di riscossione coattiva delle imposte, l’iscrizione ipotecaria su beni immobili è illegittima se manca la comunicazione preventiva dell'Amministrazione finanziaria, al fine di attivare il contraddittorio endoprocedimentale. 

Al debitore deve essere concesso un termine - che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative, in trenta giorni - per presentare osservazioni o eseguire il pagamento, dovendosi ritenere che l'omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell'iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento, garantito anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, fermo restando che, attesa la natura reale dell'ipoteca, l'iscrizione mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d’illegittimità. 

È quanto emerge dalla lettura della sentenza n. 5577/2019 della Corte di Cassazione (Sez. 5 civ.). 

Il caso. La pronuncia in esame concerne un’ipoteca iscritta, senza comunicazione preventiva, a garanzia di un credito erariale, divenuto definitivo a seguito di sentenza passata in giudicato. 
Il contribuente ha lamentato la nullità/inesistenza delle cartelle di pagamento notificate a mezzo posta ordinaria dall’Agente della riscossione, nonché violazione dell'art. 50 del D.P.R. n. 602/1973 per mancato preavviso in ordine all’adozione della misura cautelare. 
I primi due gradi di giudizio si sono chiusi con il rigetto dell’impugnazione, mentre quello in Cassazione si è chiuso con il rinvio della causa alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, in diversa composizione, per nuovo giudizio

Principi di diritto. Quanto alla dedotta violazione dell'art. 50 D.P.R. 602/1973, la Suprema Corte ha evidenziato che l'iscrizione ipotecaria prevista dall'art. 77 del D.P.R. citato non costituisce atto dell'espropriazione forzata, ma va riferita a una procedura alternativa all'esecuzione forzata vera e propria, sicché può essere effettuata anche senza la necessità di procedere alla notifica dell'intimazione di cui all'art. 50, comma 2, la quale è prescritta per l'ipotesi in cui l'espropriazione forzata non sia iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento (Cass. Civ., n. 4587/2017; Cass. S.U. n. 19667/2014). 

Tuttavia, le Sezioni Unite hanno sostenuto che, in tema di riscossione coattiva delle imposte, l'Amministrazione finanziaria, prima di iscrivere l'ipoteca su beni immobili ai sensi dell'art. 77 D.P.R. n. 602/1973 (nella formulazione vigente ratione temporis), «deve comunicare al contribuente che procederà alla suddetta iscrizione, concedendo al medesimo un termine - che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative (da ultimo, quello previsto dall'art. 77, comma 2 bis, del medesimo d.P.R., come introdotto dal d.l. 14 maggio 2011, n. 70, conv. con modif. dalla legge 12 luglio 2011, n. 106), in trenta giorni - per presentare osservazioni o effettuare il pagamento, dovendosi ritenere che l'omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell'iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento, garantito anche dagli artt. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea, fermo restando che, attesa la natura reale dell'ipoteca l'iscrizione mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d'illegittimità (Cass. S.U. n. 19667/2014)»

Per le Sezioni Unite, il comma 2-bis dell'art. 77 del D.P.R. 602 del 1973, introdotto con D.L. n. 70 del 2011, che obbliga l'Agente della riscossione a notificare al proprietario dell'immobile «una comunicazione preventiva contenente l'avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, sarà iscritta l'ipoteca di cui al comma 1», non innova soltanto la disciplina dell'iscrizione ipotecaria, ma ha una «valenza interpretativa»
Ebbene, a fronte dei suesposti principi di diritto, la soluzione del caso in esame è dipesa dall’interpretazione del concreto contenuto della doglianza del contribuente. 

Contenuto della domanda. Gli Ermellini hanno spiegato che occorre fare una distinzione
  • tra l’ipotesi con cui ci si limiti a denunciare la mancata comunicazione dell'avviso di cui all'art. 50 comma 2 del D.P.R. 602/1973;
  • e quella con cui si evidenzia "sostanzialmente" il mancato invio della comunicazione dell'avviso volto ad attivare il contraddittorio preventivo, al fine di presentare osservazioni e di provvedere al pagamento.

Solo in questa seconda ipotesi la giurisprudenza ha ritenuto nulla l'iscrizione ipotecaria (cfr. Cass. n. 4587/2017). 

Perciò, nel caso di specie, il ricorso per cassazione del contribuente è stato accolto perché il medesimo ha «lamentato proprio la mancata comunicazione dell'avviso, da parte dell'Amministrazione finanziaria, prima di procedere all’iscrizione ipotecaria, al fine di attivare il contraddittorio endprocedimentale».

Ne è derivato l’annullamento della sentenza impugnata, con rinvio della causa al Giudice di secondo grado.
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