DETRAZIONE IVA LEGATA ALLA NATURA STRUMENTALE DEL BENE

DETRAZIONE IVA LEGATA ALLA NATURA STRUMENTALE DEL BENE

Per la detrazione dell’IVA sull'acquisto d’immobili abitativi la natura strumentale del bene va valutata in concreto

La Corte di Cassazione si è pronunciata in materia di detrazione dell'IVA assolta in relazione all'acquisto di immobili abitativi. 
Al riguardo, i giudici della Sezione Tributaria della Suprema Corte, con ordinanza n. 5559/2019, hanno affermato che, ai fini dell'applicazione dell'art. 19, comma 1, D.P.R. n. 633 del 1972, la natura strumentale del bene acquistato va valutata non in astratto, facendo riferimento solo all'oggetto dell'attività d'impresa, ma in concreto, accertando che lo stesso costituisce, anche in funzione programmatica, lo strumento per l'esercizio della suddetta attività. 
In applicazione del principio, è stato accolto un ricorso prodotto dall’Agenzia delle Entrate.

Il caso
La controversia nasce dalla notifica di un avviso di accertamento con il quale, relativamente all'anno 2003, l’Agenzia fiscale ha disconosciuto il diritto alla detrazione dell'IVA corrisposta per l'acquisto, da parte di una S.a.s., di beni immobili classificati come civili abitazioni in quanto non rientranti nel novero dei beni strumentali, per natura o per destinazione. 
Il predetto atto impositivo è stato impugnato presso la Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, che ha condiviso i rilievi di parte contribuente, annullando, per l’effetto, il recupero a tassazione. 
Avverso la suddetta pronuncia ha proposto appello l'Agenzia delle entrate, ma l’iniziativa non ha avuto successo. 
La Commissione tributaria regionale del Molise ha, infatti, fatto propria la conclusione del primo Giudice. 
In particolare, la C.T.R. ha riconosciuto la natura strumentale degli immobili in questione rispetto all’attività svolta dalla società, giacché destinati a essere locati a terzi e svolgendo la stessa, secondo il proprio oggetto sociale, l'attività di locazione immobiliare. 
Stante quanto sopra, l’Agenzia delle Entrate si è rivolta alla Suprema Corte, da cui ha ottenuto il rinvio della causa al Collegio regionale per nuovo giudizio.

La decisione della S.C.
Il motivo di ricorso ha riguardato la parte della sentenza di secondo grado che ha ritenuto legittima la detrazione dell'IVA. 
La questione prospettata dalla difesa erariale concerne il profilo della detraibilità dell'IVA per l'acquisto d’immobili destinati a uso abitativo e la non corretta qualificazione data dal giudice di merito della natura strumentale degli stessi. 
In particolare, la Suprema Corte ha osservato che dall'esame della sentenza impugnata si evince che gli immobili in oggetto hanno destinazione abitativa e, sotto tale profilo, la C.T.R. «non ha verificato che la destinazione fattuale dei medesimi sia tale da condurre a ritenere che gli stessi, per la loro destinazione, non rientrino più nella categoria dei beni a destinazione abitativa, per i quali, in base al criterio legale oggettivo, è prevista l'esclusione della detrazione, ovvero che, comunque, la prospettiva in concreto seguita dall'impresa era quella di utilizzare l'immobile nell'ambito della propria attività». 
La sentenza impugnata, invero – scrivono ancora i Massimi giudici -, «nell'affrontare la questione del diritto alla detrazione dell'Iva e dei limiti normativi di riferimento, non ha considerato il limite normativo di cui all'art. 19-bis.1. del d.P.R. n. 633/1972 in caso di acquisto di beni destinati ad abitazione, circostanza, quest'ultima, non contestata e anzi evidenziata dal giudice di appello, ed ha unicamente ragionato in ordine alla natura strumentale o meno dei beni acquistati, ma, in questo caso, procedendo a una non corretta valutazione dell'inerenza degli stessi all'attività dell'impresa, avendo fatto unicamente riferimento all'oggetto sociale della società acquirente; sotto questo ultimo profilo, va altresì precisato che, quando il diritto alla detrazione è fatto valere in relazione all'acquisto di beni immobili aventi destinazione ad uso abitato, la natura strumentale dei suddetti beni deve essere accertata con specifico riferimento alla loro necessità ai fini dello svolgimento dell'attività dell'impresa». 
Tale verifica non è stata compiuta dal Collegio molisano, che ha fatto riferimento all'attività svolta dalla contribuente secondo l'oggetto sociale, senza però illustrare sulla scorta di quali elementi oggettivi abbia ritenuto di poter superare in concreto l'esclusione della detraibilità conseguente alla destinazione abitativa dell'immobile. 
Ne è conseguito il rinvio della causa alla C.T.R. per il Molise, in diversa composizione, per il riesame della controversia alla stregua del seguente principio di diritto: 
«ai fini dell'applicazione dell'art. 19, comma 1, del d.P.R. n. 633 del 1972, la natura strumentale del bene acquistato va valutata non, in astratto, facendo riferimento solo all'oggetto dell'attività d'impresa, ma, in concreto, accertando che lo stesso costituisce, anche in funzione programmatica, lo strumento per l'esercizio della suddetta attività».

Tutte le news