Scontrino fiscale. Prova a carico dell’esercente

Scontrino fiscale. Prova a carico dell’esercente

Gli ultimi orientamenti delle Commissioni Tributarie Regionali, in tema di emissione di scontrini fiscali

Il mancato possesso dello scontrino fiscale da parte del cliente non significa, automaticamente, che l’esercente non lo abbia emesso. Fermo restando l'onere della prova in capo all'esercente, l’acquiescenza e non contestazione immediata all'infrazione accertata dagli organi verificatori non equivale all'accettazione e al riconoscimento dell'evasione. Sono questi i principi di diritto enucleati dalle più recenti sentenze delle Commissione Tributarie Regionali. Sentenze che sono intervenute nell’ambito di giudizi conclusisi a favore dei contribuenti.

Prova più ardua. Stando alla giurisprudenza di talune Commissioni, quindi, per il Fisco non è poi così agevole dimostrare la legittimità delle sanzioni comminate per la mancata emissione dello scontrino fiscale. Considerazione, questa, di non poco conto se si pensa all’attualità. Dall’inizio dell’anno, infatti, si è assistito a interventi, a volte spettacolari (vedi Cortina e Milano), aventi l’obiettivo di accertare proprio la corretta certificazione dei corrispettivi da parte degli esercizi commerciali e locali pubblici.

I principi. Per entrare più nel dettaglio, si segnala per esempio che:
- a parere della Commissione tributaria Regionale della Toscana, non è corretto il sillogismo secondo cui alla non contestazione immediata corrisponda l’accettazione e il riconoscimento dell’accertamento. Dal che, in sede contenziosa, va ritenuta corretta l’irrogazione della sanzione se il contribuente non dia la prova che la prestazione, per la quale viene contestata la mancata emissione del documento fiscale non è avvenuta. Infatti, il processo verbale di constatazione redatto dai verificatori deve ritenersi veritiero fino a querela di falso (sentenza numero 115 del 1.3. 2011);
- dal canto suo, la Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna ha sostenuto che laddove non sia precisato che gli agenti accertatori abbiano fermato il consumatore privo di scontrino nell’immediatezza dell’acquisto (fuori dall’esercizio o a poca distanza) e l’esercente abbia prodotto documenti indiziari tali da far presumere che la vendita al cliente fosse stata contabilizzata, l’irrigazione di sanzioni è da valutare illegittima (sentenza numero 5 del 27. 1. 2011);
- la Commissione Tributaria Regionale della Valle d’Aosta ha sostenuto, poi, che, nel caso in cui sussistano dubbi circa l’emissione dello scontrino fiscale, poiché il cliente ne è risultato sprovvisto, spetta all’esercente provarne l’emissione. A tal fine, le risultanze del giornale di fondo che evidenziano che nel giorno e nell’ora presunta dell’emissione è stato rilasciato uno scontrino di valore pari a quello contestato, costituiscono sufficiente adempimento dell’onere probatorio, da parte del contribuente (sentenza 10 28.5.2010);
- si segnala, infine, che la Commissione Tributaria della Lombardia ha chiarito che la mancata coincidenza - sotto i profili dell’importo e dell’orario tra scontrino e pagamento con carta di credito - non prova affatto che in un certo esercizio non siano stati emessi gli scontrini fiscali all’atto della cessione dei prodotti, unica condotta, questa, passibile di sanzione (sentenza 122 del 11.10.2010).
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