INPS soci: chiarita finalmente la sospensione

INPS soci: chiarita finalmente la sospensione

L’INPS ha confermato che la sospensione dell’obbligo del versamento riguarda anche i contributi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali con scadenza 18 maggio 2020 (I rata contribuzione sul minimale anno 2020) in presenza dei requisiti di cui ai commi da 1 a 5 dell’articolo 18 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 (e sin qui non vi erano dubbi), ma soprattutto, modificando il comunicato già diramato in un primo momento, che si limitava a riportare le disposizioni di cui al D.L. 23/2020 art. 18 tal quali, lasciando quindi immutati i dubbi in ordine alla rilevanza del fatturato della società in capo alla posizione dei soci, ha definitivamente sciolto i dubbi inserendo la precisazione tanto attesa
“Si evidenzia che, tra gli esercenti attività commerciali, rientrano nella previsione dell’art.18 anche i soggetti iscritti in qualità di soci di società”.

Ad una analisi più attenta non si può non obiettare nuovamente sul fatto che si potesse essere più chiari nel precisare, posto che ora si ha conferma che i soci rientrano nella problematica delle sospensioni, con quali criteri occorra regolarsi nell’effettuazione materiale dei conteggi.

Comunque, si tratta di una precisazione fondamentale che ci consente di porre un punto ad una questione che si è trascinata per troppo tempo, ed è fortunatamente giunta alla conclusione più favorevole ed equa per i contribuenti, quanto meno con un minimo di “ufficialità”, seppure fornita con un semplice comunicato.

Certo è che, posto che l’INPS implicitamente indica come rilevante il fatturato della società partecipata (o meglio, il calo del fatturato) nella valutazione del diritto del socio alla sospensione del versamento INPS ai sensi dell’articolo 18 del D.L. 23/2020, specularmente ciò significa che il fatturato della società rileva “per trasparenza” in capo al socio, similarmente a quanto accade per espressa previsione di legge con il reddito in sede di definizione dei contributi IVS (Quadro RR di Redditi).

Tutto ciò, visto il momento storico, con ogni probabilità porta un beneficio alla situazione complessiva del socio (partendo dal presupposto che in genere i fatturati sono tutti calati, in misura più o meno importante), ma occorre prestare anche attenzione al caso opposto.

Potrebbe infatti raramente verificarsi anche il caso del titolare di ditta individuale, e contestualmente socio di società, che abbia apparentemente diritto alla sospensione in forza di un calo di fatturato in capo alla propria ditta individuale, ma che veda tale diritto venir meno per effetto del “peso” della partecipazione societaria che – ipotizziamo – non sia incorsa in tale caso.

Si allegano alcuni esempi numerici per meglio chiarire la problematica, con il consueto rammarico di dover sempre affrontare conteggi, anche complessi, sempre a filo di scadenza.

Nell’ipotesi A si può rilevare una ditta individuale in crescita (tale da non farla rientrare nei casi di sospensione), ma complessivamente il contribuente avrebbe diritto alla sospensione grazie all’importante peso del calo di fatturato della società partecipata.

Nell’ipotesi B, invece, guardando alla sola posizione della ditta individuale, che presenta un calo del 40%, la sospensione sarebbe fruibile, ma a causa del peso della quota derivante dalla società, che cala, ma non abbastanza, complessivamente lo scostamento di fatturato scende al 30%, e dunque la sospensione non spetta.

L’ipotesi C, invece, similarmente all’ipotesi A presenta i dati della ditta individuale in crescita, e quelli societari in decremento. Tuttavia, in questo caso i valori assoluti riferibili alla società non sono così importanti da modificare il risultato complessivo finale, e pertanto la sospensione non spetta.

Infine, l’ipotesi D, quella che con maggiore probabilità si andrà a verificare, ovvero un calo generalizzato di tutte le posizioni tale da rendere la sospensione del versamento certamente fattibile, senza necessità di porsi ulteriori domande.
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