Cessione del credito: la scadenza del termine per comunicare l’opzione alle Entrate

Cessione del credito: la scadenza del termine per comunicare l’opzione alle Entrate

 
Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate Prot. n. 283847 dell’8 agosto scorso, disciplina le modalità da seguire per l’esercizio delle opzioni relative alle detrazioni spettanti per il superbonus del 110% e per gli altri ecoincentivi. In luogo dell’utilizzo dei bonus in diretta diminuzione dell’Irpef si può scegliere se avvalersi dello sconto in fattura o della cessione del credito.

È necessario, però, comunicare all’Agenzia delle Entrate la diversa scelta effettuata e alternativa all’utilizzo diretto della detrazione. Le istruzioni contenute nel citato provvedimento direttoriale fanno sorgere più di qualche perplessità e creano più di un dubbio applicativo.

La scadenza della comunicazione- Il citato provvedimento direttoriale prevede al punto 4.1 che la Comunicazione dell’opzione deve essere inviata all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto alla detrazione.

La previsione non determina alcun problema se i lavori sono stati ultimati ed il diritto alla detrazione è sorto. Invece, se non è ancora possibile fruire del beneficio della cessione del credito sorge il dubbio del comportamento che correttamente deve essere assunto.

Si consideri, ad esempio, il caso in cui l’intervento sia iniziato il 1° ottobre 2020 e tutte le spese siano state sostenute entro il 31 dicembre 2020. In tale ipotesi, se la comunicazione viene effettuata entro il 16 marzo 2021 sarà possibile fruire sia dello sconto in fattura che della cessione del credito. Viceversa, una volta superata tale data senza effettuare la predetta comunicazione il contribuente sarà di fatto obbligato ad utilizzare un quinto della detrazione in sede di presentazione del Modello redditi 2021 relativo al periodo di imposta 2020. Solo successivamente, dopo l’utilizzo della prima quota di detrazione, sarà possibile effettuare la cessione delle quattro quote residue. Si supponga, ad esempio, che la detrazione complessiva sia pari a 25.000 euro. In tal caso, se risulta spirato il termine del 16 marzo 2021, il contribuente sarà obbligato ad utilizzare la detrazione di 5.000 euro nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2020. Invece, le quattro quote residue, ammontanti complessivamente a 20.000 euro, potranno essere oggetto di cessione, qualora la comunicazione sarà effettuata entro il 16 marzo 2022.

Si supponga ancora che alla data del 16 marzo 2021, cioè del termine ultimo per effettuare la comunicazione, non sia ancora maturato il SAL corrispondente ad almeno il 30% dell’opera. In tale ipotesi non sarà possibile effettuare alcuna comunicazione dell’opzione. Ciò in quanto l’importo della detrazione pur essendo maturato (le spese sono state pagate) non è ancora cedibile o “scontabile”. Lo stato di avanzamento dell’opera, almeno pari al 30%, è maturato successivamente e precisamente alla data del 31 maggio 2021. Si pone ora il problema se l’importo del credito oggetto di cessione o lo sconto in fattura possa comprendere anche le spese sostenute entro il 31 dicembre 2020. La risposta, almeno sulla base delle indicazioni contenute nel provvedimento direttoriale, sembrerebbe essere negativa. Infatti, il termine ultimo per la comunicazione dell’opzione è il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui state sostenute le spese, ma il contribuente avrebbe omesso l’adempimento non per dimenticanza, ma semplicemente in quanto non era ancora possibile cedere il credito o fruire dello sconto in fattura. L’impedimento sarebbe dovuto al mancato avanzamento dell’opera di almeno il 30%. Alcuni utili spunti possono essere tratti dalle istruzioni per la compilazione del modello da utilizzare per la comunicazione dell’opzione.

Le istruzioni per la compilazione del quadro A del modello di comunicazione precisano che, con riferimento all’intervento selezionato, deve essere indicato l’importo complessivo della spesa sostenuta e l’anno di sostenimento della stessa. Pertanto, tornando all’esempio precedente, se pure si ritenesse di poter effettuare la comunicazione delle spese sostenute nell’anno 2020, entro il 16 marzo 2022, anziché entro il 16 marzo 2021 (non essendo ancora possibile in tale data cedere il credito o fruire dello sconto), occorrerebbe domandarsi quale anno indicare nel modello di comunicazione. Infatti, con riferimento al primo SAL del 30%, il contribuente avrebbe sostenuto le relative spese sia nell’anno 2020, che nell’anno 2021. Le istruzioni consentono, invece, di indicare solo un anno. In pratica il primo SAL sarebbe composto da spese sostenute sia nell’anno 2020, sia nell’anno 2021, ma l’anno da indicare è uno solo.

Sorge quindi il dubbio che, una volta spirato il termine del 16 marzo 2021, il contribuente possa solo utilizzare un quinto della detrazione in diretta diminuzione dell’IRPEF, con l’ulteriore conseguenza, ove sia incapiente, di perdere il beneficio della detrazione. Tornando all’esempio precedente se la detrazione delle spese sostenute entro il 31 dicembre 2020 sia pari a 25.000 euro, il contribuente perderà il beneficio della detrazione (essendo incapiente) della prima quota pari a 5.000 euro e entro il 16 marzo 2022 potrà effettuare la cessione delle quattro quote residue, pari a 20.000 euro. Invece, per le spese sostenute in relazione al primo SAL pagate nell’anno 2021, potrà effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo 2022. In tale ipotesi le spese sostenute nel modello di comunicazione e relative al SAL, saranno determinate al netto della quota delle spese sostenute entro il 31 dicembre 2020.
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