Proroga di 180 giorni per l’approvazione dei bilanci 2020

Proroga di 180 giorni per l’approvazione dei bilanci 2020

 
Sarebbe questo uno degli emendamenti più rilevanti votato dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera al DL Milleproroghe in sede di conversione, atteso per la giornata di oggi in assemblea per il via libera in prima lettura per poi passare al Senato.

La modifica va ad incidere sull’articolo 106 del DL 18/2020 il quale aveva accordato, in relazione all’approvazione del bilancio 2019, la possibilità di godere del maggior termine di 180 giorni, in deroga a quanto previsto dagli artt. 2364 co. 2 e 2478-bis c.c. o alle diverse disposizioni statutarie.
Il comma 7 di tale articolo nella sua versione iniziale prevedeva poi una clausola di chiusura che estendeva l’applicazione di tale proroga “alle assemblee convocate entro il 31 luglio 2020 ovvero entro la data, se successiva, fino alla quale è in vigore lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all'insorgenza della epidemia da COVID-19".

Successivamente, l’art. 3 co. 6 del DL milleproroghe ha riscritto interamente il comma 7, prevedendo che le disposizioni si applicassero anche alle assemblee convocate "entro la data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e comunque non oltre il 31 marzo 2021".

Si comprende come la proroga accordata dal decreto fosse di ben limitata rilevanza, considerato che tutti i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare non avrebbero potuto servirsene. Era semplicemente una previsione che avrebbe giovato i soggetti con esercizio infra-annuale; si pensi ad esempio a coloro i quali chiudono l’esercizio al 30 settembre che possono, in virtù di questa modifica, convocare l’assemblea entro il 29 marzo (180 giorni dalla chiusura) in luogo del 28 gennaio (120 giorni dalla chiusura dell’esercizio).

Con l’emendamento, votato dalle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio, oggi in discussione in Aula, la proroga di 180 giorni verrebbe estesa a tutte le assemblee convocate entro il 31 dicembre 2021, o al più tardi entro la data fino alla quale è in vigore lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all'insorgenza della epidemia da COVID-19.

Tale modifica insomma permetterebbe a tutte le società di godere anche per il bilancio 2020 del maggior termine di 180 giorni, indipendentemente dalle previsioni statutarie.

La modifica tuttavia non sembra incidere sulla formulazione che dovrebbe continuare a fare riferimento alle assemblee convocate e non alla maggiormente auspicata pubblicazione dell’avviso di convocazione. Il mero riferimento alla convocazione delle assemblee lascia infatti il dubbio se entro tale termine debba tenersi l’assemblea oppure se sia sufficiente pubblicare l’avviso di convocazione, cosa che a parere di Assonime, soddisfarebbe le esigenze informative dei soci e sarebbe qualificabile come convocazione. In via prudenziale, in assenza di precise indicazioni normative, si dovrà dunque continuare a fare riferimento alla tenuta dell’assemblea.
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