Ripresa riscossione: dal primo marzo tutti alla cassa

Ripresa riscossione: dal primo marzo tutti alla cassa

 
Ripartirà il prossimo 1° marzo l’attività di recupero dei crediti da parte dell’Agenzia delle Entrate e dell’agente della riscossione mediante la notifica delle cartelle di pagamento e degli altri atti della riscossione accumulati nei precedenti mesi.

Scade infatti il prossimo 28 febbraio la proroga prevista dal decreto legge n. 7/2021 per l’avvio delle attività di riscossione degli atti fiscali in considerazione dell’emergenza epidemiologica. Si trattava, a ben vedere, dell’ennesima proroga dall’inizio della pandemia.

Dopo non pochi rinvii, da ultimo, è stato infatti il decreto legge n. 7/2021 mediante l’art. 1 che intervenendo a modificare l’art. 157 del decreto Rilancio ha disposto che gli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione per i quali i termini di decadenza scadono tra l'8 marzo 2020 ed il 31 dicembre 2020, siano notificati nel periodo compreso tra il 1° marzo 2021 e il 28 febbraio 2022.

I commi 2 e 3 del mentovato articolo hanno previsto altresì un analogo differimento per la notifica delle comunicazioni di irregolarità afferenti le dichiarazioni dei redditi (articoli 36-bis e 36-ter del DPR n. 600/73 e 54-bis del DPR n. 633/729 nonché di quelle afferenti le comunicazioni periodiche Iva.

E il differimento ha avuto ad oggetto anche le cartelle di pagamento interessate dall’art. 68 del DL 18 del 2020.

Alla cassa anche i versamenti da cartelle di pagamento - Inizialmente era stato l’art. 68 del Decreto Cura Italia (DL 18/2020) a disporre, con riferimento alle entrate tributarie e non tributarie, la sospensione dei termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall'8 marzo al 31 maggio 2020. Successivamente, in considerazione del protrarsi della pandemia, sono intervenute nuove proroghe che hanno fatto slittare di mese in mese la sospensione dei versamenti.

L’ultima in ordine di tempo è stata quella prevista dal D.L. n. 7 del 30 gennaio 2021 il quale modificando il contenuto dell’art. 68 ha postergato la sospensione dei versamenti sino al 28 febbraio 2021.

I versamenti da effettuare entro il 31 marzo 2021 - Il comma 1 dell’art. 68 del decreto Cura Italia nel testo modificato dal D.L. n. 7/2021 pertanto, prevede con riferimento alle entrate tributarie e non tributarie, la sospensione dei termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall'8 marzo 2020 al 28 febbraio 2021, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi previsti dagli articoli 29 e 30, D.L. n. 78/2010.

I pagamenti sospesi sono dunque quelli in scadenza dall’8 marzo al 28 febbraio 2021 che dovranno essere effettuati entro il mese successivo alla scadenza del periodo di sospensione e, dunque, entro il 31 marzo 2021.

In assenza di ulteriori proroghe, quindi, i contribuenti dovranno provvedere entro il prossimo 31 marzo al versamento delle somme dovute.

La ripresa della riscossione, tuttavia, almeno sulla carta, dovrebbe essere graduale. Si ricorda infatti che per evitare al termine della sospensione un eventuale bombardamento di atti riscossivi in capo ai contribuenti l’art. 157 del DL 34/2020, in deroga agli ordinari termini decadenziali, prevede espressamente che gli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, per i quali i termini di decadenza, scadono tra l'8 marzo 2020 ed il 31 dicembre 2020, sono emessi entro il 31 dicembre 2020 e sono notificati nel periodo compreso tra il 1° marzo 2021 e il 28 febbraio 2022, salvo casi di indifferibilità e urgenza.
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