DL sostegni: la nuova pace fiscale

DL sostegni: la nuova pace fiscale

 
Il nuovo governo sta varando il DL sostegni che, come dice il nome stesso, dovrebbe “sostenere” e aiutare imprese e professionisti a risollevarsi dalla crisi economica causata dalle restrizioni per il contenimento della diffusione del Covid-19. Segue un riepilogo delle principali novità in merito a cartelle esattoriali e rottamazione.

Proroga periodo di sospensione delle attività dell’agente della riscossione – La bozza del DL Sostegni, intervenendo nuovamente sull’articolo 68 del DL Cura Italia n.18/2020, prevede l’allungamento del periodo di sospensione dei termini di versamento derivanti dalle cartelle di pagamento relative alle entrate tributarie e non emesse dagli agenti della riscossione. In particolare, viene spostata dal 28 febbraio al 30 aprile 2021 il termine finale della sospensione; di conseguenza, salvo eventuali modifiche in sede di approvazione, i termini relativi alle menzionate cartelle di pagamento saranno sospesi dall’8 marzo 2020 al 30 aprile 2021.

Questa volta, i versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in un’unica soluzione entro il 60° giorno successivo al termine del periodo di sospensione, quindi entro il 29 giugno 2021.

Rottamazione ter e saldo e stralcio –Il DL interviene anche sulla rottamazione ter e sul saldo e stralcio, stabilendo che il pagamento delle rate in scadenza nel 2020, e di quelle con termine il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021 è considerato tempestivo, e quindi non determina l’inefficacia delle definizioni, se effettuato integralmente:
  • entro il 31 luglio 2021, per le rate in scadenza nel 2020;
  • entro il 30 novembre 2021, per le rate del 2021.

Per i nuovi termini di versamento, in caso di tradivo versamento sarà possibile servirsi dei cinque giorni di tolleranza previsti dal DL n.119/2018.

Nuovo stralcio delle cartelle esattoriali – Per i carichi iscritti a ruolo risultanti, affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015, per importi inferiori a 5.000 euro il Dl Sostegni prevede una nuova versione dello stralcio delle cartelle esattoriali. Oggetto dello stralcio saranno anche le somme già oggetto delle precedenti definizioni agevolate (rottamazione ter e saldo e stralcio) laddove rispettino i requisiti fissati per l’annullamento. L’annullamento in parola è effettuato alla data del 30 aprile 2021 per consentire gli adeguamenti tecnico-informatici e contabili necessari ad effettuare le relative operazioni.

Pertanto, le somme versate prima dell’entrata in vigore del decreto restano definitivamente acquisite; mentre le somme versate dalla data di entrata in vigore del decreto sono imputate alle rate da corrispondersi per altri debiti eventualmente inclusi nelle definizioni agevolate, ovvero, in mancanza, a debiti scaduti o in scadenza e, in assenza anche di questi ultimi, sono rimborsate.

Sono esclusi dal saldo e stralcio i debiti relativi ai carichi di cui all’articolo 3, comma 16, lettere a), b) e c), del DL n. 119/2018, nonché alle risorse proprie tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e all’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione.
Considerata l’opportunità di risparmio fiscale, per alcuni contribuenti potrebbe risultare conveniente effettuare un versamento parziale del carico iscritto a ruolo fino al 2015, diminuendo in tal modo l’importo residuo del carico in modo tale che possa rientrare nella soglia di annullabilità prevista dal decreto.

La definizione degli avvisi bonari– Infine, il DL prevede la possibilità di definire, con modalità agevolate, alcune delle somme dovute a seguito di liquidazione automatica delle dichiarazioni fiscali relative ai periodi di imposta 2017 e 2018. Si tratta degli avvisi bonari elaborati e non notificati emessi ai sensi dell’art. 36 – bis del D.P.R. n. 600/1973 e dell’art. 54 – bis del D.P.R. n. 633/1972, ovvero le somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni elaborate entro il 31 dicembre 2020, con riferimento alle dichiarazioni relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017, nonché le comunicazioni elaborate entro il 31 dicembre 2021, con riferimento alle dichiarazioni relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018, ma non inviate per effetto della sospensione disposta dal DL Rilancio.

In particolare, la misura interessa i soggetti con partita IVA attiva alla data di entrata in vigore del decreto che hanno subito una riduzione maggiore del 33% del volume d’affari dell’anno 2020 rispetto al volume d’affari del 2019.

Per i soggetti non tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale IVA, si considera l’ammontare dei ricavi o compensi risultante dalle dichiarazioni dei redditi presentate entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi per il periodo d’imposta 2020.
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