Descrizione generica in fattura e documentazione carente. A rischio i costi d’impresa

Descrizione generica in fattura e documentazione carente. A rischio i costi d’impresa

Cassazione Tributaria del 29 marzo 2021

 
Il Fisco può disconoscere la detrazione dei costi – ad esempio, per “omaggi e ragalie”, oneri di locazione e personale - quando la genericità della fattura e la mancanza di allegazioni documentali, preclude la verifica dei requisiti di certezza, precisione e determinabilità in ordine all’esistenza, all’ammontare, alla competenza temporale, nonché dell’inerenza con l’attività d’impresa.

È quanto emerge, tra l’altro, dalla lettura dell’ordinanza n. 8670/2021 della Corte di Cassazione (Sez. VI-T), depositata il 29 marzo, che affronta i temi – importanti per il pieno esercizio del diritto di difesa da parte del contribuente - del contradditorio endoprocedimentale e della motivazione dell’avviso di accertamento.

Il caso- L’Agenzia delle Entrate nel giudizio di legittimità è stata parte vittoriosa, in quanto la sentenza impugnata, emessa dalla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, ha fatto cattiva applicazione dei principi che governano il contradditorio endoprocedimentale negli accertamenti cd. “a tavolino”, nonché delle norme che regolano la motivazione degli avvisi di accertamento, addossando all’Ufficio, in entrambi i casi, una condotta illegittima, che gli Ermellini hanno invece escluso.

Precisamente, per l’anno d’imposta 2008 l’Amministrazione finanziaria ha proceduto all’emissione di avvisi di accertamento nei confronti di una S.a.s. e dei suoi soci, contestando maggiori redditi d’impresa e, per conseguenza, da partecipazione, sulla base, tra l’altro, del disconoscimento di spese portate in detrazione.

La C.T.R. ha annullato il recupero a tassazione nei confronti di Società e soci, muovendo dalla ritenuta violazione dell’art. 12, comma 7, Stat. contr., nella parte in cui la norma impone all’Ufficio di attendere 60 giorni (dalla fine delle attività di controllo) prima di spiccare l’atto impositivo, onde consentire al contribuente di formulare osservazioni e richieste.

Nel caso di specie, l’emissione ante tempus degli avvisi per cui è causa ha fatto ritenere irrimediabilmente nulla pretesa fiscale.
La Commissione Regionale ha, altresì, rilevato un difetto di motivazione dell’avviso di accertamento societario.
Ebbene, la Suprema è stata di tutt’altro parere.

Sul contraddittorio preventivo - Quanto all’affermato all’obbligo di attivare il contraddittorio endoprocedimentale, gli Ermellini hanno rilevato che la C.T.R., nel caso di specie, doveva considerare che si è trattato di una verifica “a tavolino”, rispetto alla quale non trova applicazione – a differenza di quanto ritenuto - l’art. 12 comma 7 della legge n. 212 del 2000.

Come chiarito dalle Sezioni Unite (n. 18184/2013 n. 24823/2015), il termine di 60 giorni riguarda gli accertamenti “in loco”, ossia con accesso presso la sede del contribuente; mentre negli accertamenti “a tavolino”, soltanto per l’IVA - quale tributo armonizzato -, qualunque sia la modalità della verifica, sussiste un l’obbligo di contraddittorio nella fase amministrativa, ma l’invalidità dell’atto impositivo è condizionata alla avvenuta prospettazione da parte del contribuente nel ricorso introduttivo delle ragioni che avrebbe potuto far valere, qualora il contraddittorio fosse stato tempestivamente attivato.

La Commissione siciliana, dunque, limitatamente alla pretesa IVA, è stata chiamata dalla Suprema Corte a svolgere un’indagine circa l’assolvimento della prova che incombe sul contribuente, come sopra descritta.

Disconoscimento costo per fattura “generica” - Venendo invece all’affermato vizio di motivazione dell’avviso di accertamento indirizzato alla Società, i Massimi giudici hanno escluso la violazione di legge, condividendo anche in questo caso la tesi della ricorrente Agenzia delle Entrate.

Richiamato l’orientamento della sua stessa giurisprudenza (Sent. n. 23615/2011) circa il requisito motivazionale ai sensi dell’art. 42, comma 2, del D.P.R. n. 600/73, la Sezione Tributaria della Suprema Corte osserva: «La decisione della CTR, che ha ritenuto il provvedimento impositivo emesso nei confronti della società contribuente carente di motivazione nella parte relativa al disconoscimento dei costi, ritenuti indeducibili, e, per derivazione, quelli emessi nei confronti dei soci, è smentita dall’atto impugnato, fotograficamente riprodotto per autosufficienza nel ricorso, dal quale si possono evincere con chiarezza i fatti e le violazioni contestate. Invero, con riferimento ai componenti negativi, nell'avviso di accertamento societario è chiaramente spiegato che le fatture relative alle spese per “omaggi e regalie”, recavano una descrizione generica quanto a natura aspetti quantitativi e qualitativi della merce oggetto di cessione, non permettendo di verificare il rispetto dei requisiti di certezza, precisione e determinabilità in ordine all'esistenza, all'ammontare, alla competenza temporale, nonché l'inerenza con l'attività e la diretta correlazione con i ricavi; circa i costi per canoni di locazione fabbricati, l’ufficio evidenziava nell'avviso di accertamento la mancanza del relativo contratto di locazione registrato e di documenti certi comprovanti l'effettivo pagamento degli oneri in questione; circa i costi del personale, contestava la deduzione delle indennità chilometriche rimborsate dalla società contribuente all'amministratore per l'utilizzo del mezzo proprio per trasferte, per difetto di idonea documentazione atteso che da quella prodotta dalla parte emergeva che l'autovettura utilizzata era nella disponibilità della società e non del (omissis), in forza di un contratto di leasing finanziario da quella stipulato».

Il rinvio- In conclusione, in ragione di quanto sopra esposto, la Sezione Tributaria del “Palazzaccio” ha condiviso le ragioni del ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate e, di conseguenza, previo l’annullamento della sentenza impugnata, ha rinviato la causa alla C.T.R. della Sicilia – Sez. Dist. di Siracusa, in diversa composizione, per nuovo giudizio.
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